COLLEZIONE RURALE CASA ROSSI

Collezione Rurale Casa Rossi” presso Azienda Agricola Rossi Rossano – Via Nazionale n.32 – 52010 Soci (AR) tel.0575/560034

La Collezione Rurale Casa Rossi, nasce a Soci, comune di Bibbiena, come collezione privata, all'interno di una azienda agricola ancora operante, condotta fin dal 1868, dalla medesima famiglia.

Gli oggetti raccolti dal proprietario e dai famigliari, facenti parte sia della casa padronale che di quella mezzadrile, gli strumenti agricoli e i ducumenti scritti, come libri contabili, testamenti, quietanze di pagamento, etc.,sono stati conservati per generazioni, insieme a disegni e foto storiche.
La proprietà fu infatti acquistata ad un'asta pubblica, dopo che, a seguito dell'unità di Italia (1861), furono espropriati i beni dei monasteri e degli enti religiosi. Il ricavato doveva servire per costruire strade e ferrovie al fine di unire il Meridione al nord d'Italia.
La documentazione di tutto questo è presso la biblioteca del Monastero di Camaldoli, dove si trova il bando d'asta e l'elenco di tutti i terreni messi in vendita (1866).
Le opere di bonifica fondiaria iniziate dai monaci alla Pescaia di Partina (1827), nel Pian di Soci e Pian di Camprena, furono portate a termine dai nuovi proprietari nel corso del sec.19° e sono ancora leggibili nei terreni dell'azienda agricola di Casa Rossi.

La raccolta, oltre agli oggetti propri della vita di una fattoria del fondo valle casentinese, conserva testimonianze delle attività dei paesi pedemontani e montani, dove la lavorazione del legno bianco (faggio – acero) e del castagno rappresentava una delle attività economiche più praticate, insieme alla pastorizia, alla filatura della lana e della treccia di paglia.

A seguito poi di ricerche e studi di un familiare è leggibile e ben conservata la storia e la documentazione di una coltivazione particolare e originale: il cardo dei lanaioli. Questo vegetale, coltivato fin dall'antichità in piccolissimi appezzamenti sulle coste del Mediterraneo per uso tessile, fu introdotto come coltivazione a fini commerciali, qui a Soci, da Sisto Bocci, artefice insieme al padre Giuseppe, della creazione della fabbrica tessile operante già a metà del sec.19°. Il cardo di Soci veniva venduto non solo nel nord Italia, ma inviato in Gran Bretagna, Germania e Belgio.

Dei circa 2000 pezzi presenti nella raccolta, 700 sono stati classificati su schede ministeriali e fotografati dalla dott. Mara Rengo, antropologa inviata dalla Sovrintendenza di Arezzo alla fine degli anni '90 (le schede sono ivi conservate).
La raccolta offre perciò l'opportunità di lettura delle attività agricole del fondo valle, dei mestieri delle genti di montagna, della nascita e vita di un opificio tessile che, insieme a quello di Stia e Prato di Strada è tra i più antichi d'Italia.
Come cammino didattico, oltre alla lettura del territorio e delle antiche bonifiche idrauliche di colmata, è possibile portare avanti varie chiavi di lettura: il cammino del grano, dell'uva, dei filati (lana-canapa-seta), la coltivazione del cardo e del tabacco, l'utilità della presenza dei prati-pascolo e del bosco, la lavorazione del legno e della paglia intrecciata, tutta una sfaccettatura dell'economia, che dai secoli scorsi, si è trasformata e ha portato alla scomparsa di alcune attività diventate ormai anti-economiche e alla nascita di un mondo imprenditoriale che oggi sta trasformando il territorio casentinese.


Per informazioni:
Collezione Rurale Casa Rossi” presso Azienda Agricola Rossi Rossano – Via Nazionale n.32 – 52010 Soci (AR) tel.0575/560034 casarossi@archiano-casentino.org